La mostra “Il fantasma della forma: la scultura contemporanea” al Museo Civico della Laguna Sud di Chioggia (Ve), è stata organizzata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Chioggia (Ve) in collaborazione con MV Eventi di Vicenza, da aprile a luglio 2023.
Un viaggio all’interno del mondo della scultura dal Novecento e fino ai giorni nostri in un continuo dialogo tra cultura materiale e linguaggi contemporanei, con opere di Piero Gilardi, Mario Ceroli, Aldo Mondino, Mario Schifano, Emanuel Zoncato, Pamela Grigiante ed Elena Ketra.
La mostra, che è stata allestita in un serrato dialogo con gli spazi espositivi del Museo, ha voluto porre l’attenzione sul rinnovamento stilistico di una scultura che, oggi, si confronta con nuovi materiali e nuove soluzioni indice di una contaminazione di linguaggi che si fondano sia sul mondo naturale, ma anche sul progresso tecnologico e scientifico di una società in continua evoluzione.
Gli artisti selezionati dal curatore Matteo Vanzan hanno saputo confrontarsi con la scultura in maniera innovativa leggendo i cambiamenti sociali attraverso l’uso di materiali non convenzionali e non propri alla tradizione scultorea del passato. Il Fantasma della forma racconta la vicenda dello stato primordiale di una materia che tende a celare, anziché rivelare.
Lo stato di rivelazione apparente consente di condurre l’ombra impalpabile e misteriosa del tessuto materico nella presa di coscienza di una concretezza e tangibilità grazie all’approccio visionario di uomini che sanno andare oltre il dato oggettuale per trasformarlo in una fenomenologia dello sguardo.
Artisti in grado di tradurre la propria urgenza espressiva affondando le mani nella materia pulsante di un mondo naturale ed artificiale alla continua ricerca di significati con l’obiettivo di rivelarci, in ultima istanza, ciò che fino ad un attimo prima era solo un suggerimento vicino alla premonizione. Da fantasma la forma diventa la presenza della sua percezione trasversale proprio grazie al passaggio dal mondo dell’indistinto a quello dell’essere: si rivela al mondo in un concetto esistenzialistico fatto di contorni plastici, definiti e poderosi connotati da un peso specifico simbolico.
Dall’eidos platonico a quello aristotelico la forma, finalmente, trova il coraggio di mostrarsi grazie a colui secondo il quale il linguaggio espressivo evolve attraverso un intelletto che dà valore non tanto alla cosa in sé, ma alla sua costruzione rappresentativa.
Scopo ultimo è lo scoprire la molteplicità di percorsi che nessun linguaggio sa illuminare completamente, riuscendo a valicare la linea dell’orizzonte per spingersi oltre il mistero che separa l’Io dal mondo.
Lo scultore trasforma lo sguardo in un respiro volto a mantenere in perfetto equilibrio mondi classici e ricerche anticlassiche provocando ritmi, sonorità e cadenze oscillanti che assottigliano il limite estremo tra segno e significato.
Tutto appartiene alla sfera dell’intelligibile senza intromissione di mediazioni nella comprensione della materia: la scultura è una vitalità primaria che si svolge attorno alle colonne cosmiche del sentire: pone in diretta connessione l’energia silenziosa, ma sempre presente, dell’uomo con il suo vissuto.
I dettagli della mostra sono pubblicati al seguente link “Il fantasma della forma“.